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"Variante al PIT e pista parallela di Peretola"

Documento approvato all’unanimità il 21 marzo 2013 dalla direzione provinciale e approvato all’unanimità il 22 marzo 2013 dall’assemblea provinciale del Partito Democratico di Prato.

Premessa
Due anni fa la direzione provinciale del PD pratese approvò all’unanimità un documento che definiva la posizione del partito sulla proposta della Giunta regionale di delibera n°10 del 14 febbraio 2011 circa il Piano di Indirizzo Territoriale della Regione Toscana nonché in ordine alla c.d. Qualificazione dell’aeroporto di Firenze.
Oggi, alla luce della Proposta della Giunta Regionale di Deliberazione al Consiglio Regionale n.2 del 27 febbraio 2013, avente oggetto: Adozione dell’integrazione al Piano di Indirizzo Territoriale per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell’Aeroporto di Firenze”, proposta che sarà presto al vaglio del Consiglio regionale, è necessario ribadire ed integrare la posizione del PD provinciale pratese, ovvero in primo luogo riportare al centro della discussione pubblica ed istituzionale la questione del potenziamento dell’aeroporto “A. Vespucci”.

Introduzione
La variante al PIT dimostra la complicata coesistenza del progetto del Parco e di quello per l’aeroporto di Peretola.
Il Parco della Piana è uno strumento negli anni sviluppatosi e cresciuto sino a diventare formalmente “l’elemento ordinatore degli interventi nell’area vasta”.
La variante al PIT ridimensiona il Parco della Piana ad elemento di mitigazione degli impatti ambientali delle infrastrutture presenti intorno al territorio su cui questo insiste; territorio che è stato – ed è – potentemente dedicato all’infrastrutturazione: ad oggi vi sono opere di grande importanza completate, in fase di avvio o di progetto come l’alta velocità, il termo-valorizzatore di Case Passerini, la terza corsia dell’A1, la bretella Prato-Signa.
Emerge il dato (politico) della deficitaria consultazione degli altri enti territoriali dell’area vasta da parte della Regione.
Rimane l’assenza di pronunciamenti, sul tema, degli organi sovrani del PD: direzione regionale ed assemblea regionale.
Desta preoccupazione l’assenza, ovvero la totale insufficienza, di un percorso di partecipazione pubblica (nella regione della Legge Fragai)

Aspetti ambientali
L’impatto dell’infrastruttura aeroportuale su un territorio è forse la difficoltà maggiore al fine dell’identificazione di un sito idoneo per la realizzazione, così come evidenziato dalle linee guida della Commissione Europea (DG Environment e DG Transport).
L’attuale progetto di sviluppo, a firma della Giunta regionale, dell’aeroporto di Peretola incide pesantemente sul lavoro svolto per il Parco della Piana. Un lavoro che ha visto una forte partecipazione pubblica e che ha coraggiosamente contribuito a formare un possibile, positivo, modello di sviluppo per un’area determinante per gli assetti dell’intera Toscana. La forte riduzione del ruolo del Parco, non solo in termini di superficie, segna un’interruzione in questo processo.
Gli impatti ambientali derivanti dal potenziamento del Vespucci saranno rilevanti su tutta l’area. Le emissioni inquinanti graveranno, per effetto della dispersione atmosferica, oltre che lungo la linea di atterraggio sulle produzioni agricole d’eccellenza e sui centri abitati, non esclusa Firenze.
Altrettanto rilevante è l’inquinamento acustico, diffuso e puntiforme, associato ad una infrastruttura aeroportuale, di cui si conoscono bene gli effetti in termini di aumento pressorio, di alterazioni metaboliche e del neuro-sviluppo. Deve rilevarsi che oggi i maggiori sforzi progettuali nello sviluppo dei propulsori (turbo-fan) è orientato alla riduzione di questa fondamentale fonte di inquinamento (direttive EU e programma EU Clean Sky), ci aspettano ancora tempi lunghi a realizzare una loro diffusione e sostituzione nei vecchi modelli.
Alla luce di quanto esposto è fondamentale:
– che la VIS prevista sia effettuata da un ente assolutamente terzo rispetto agli attori in gioco, mediante un processo focalizzato alla trasparenza ed alla partecipazione;
– che la VIS tenga conto, oltre al ponderabile, anche degli elementi imponderabili, che da soli possono incidere in modo negativo su tutta la valutazione.
L’aspetto dell’ attuale carico infrastrutturale sull’ambiente è uno dei punti centrali delle critiche all’attuale progetto di potenziamento che vorrebbe essere contestuale alla realizzazione del termo-valorizzatore di Case Passerini, realizzazione recentemente formalizzata con l’adozione del Piano Interprovinciale dei Rifiuti FI-PO-PT.
La presenza delle Oasi di Focognano (Sito Sic IT5140011) e delle altre aree umide classificate come Aree Naturali Protette di interesse locale (ANPIL), se apparentemente di minor importanza, sono elementi di eccellenza nell’ambito della valutazione VIA, sia per la loro fondamentale importanza faunistica, sia per lo spostamento del Fosso Reale quale dorsale del reticolo idrografico dell’area vasta. Spostamento che di fatto eleminerebbe l’Oasi di Focognano e l’area umida della Querciola.

Aspetti di natura economica
Dalla documentazione disponibile non è chiara la previsione di costo per l’opera, né tantomeno le superfici da espropiare, né risulta chiara l’imputazione di detto costo alla parte pubblica ovvero al proponente, e quanto di privato.
Anche volendo prescindere da quanto sopra, la questione principale è la definizione delle priorità degli investimenti. La variante al PIT infatti destina cifre modeste – e non chiaramente giustificate alle varie voci “ambientali” – senza indicare chiaramente le opere conseguentemente necessarie alla costruzione della nuova pista.
L’incertezza maggiore riguarda ovviamente i costi della costruzione dell’aeroporto. La questione della copertura deve essere immediatamente chiarita, anche e soprattutto a fronte della ricapitalizzazione delle società pubbliche (AdF e SAT) in ordine alla quale la Regione dovrà chiarire entità e numeri in vista di un’Iniezione di denaro pubblico che avverrà su una holding che gestisce due aeroporti definiti “non strategici” dal Ministero dei Trasporti.
L’aeroporto di Firenze, per dimensione ed anche a fronte di un ulteriore ampliamento, non potrà soddisfare le esigenze dei velivoli che costituiranno il futuro del settore.
In conclusione, a fronte di un sicuro ma non chiaramente quantificato esborso dell’ordine di centinaia di milioni per l’ampliamento aeroportuale, (nuovo aeroporto) troviamo pochi milioni destinati alla realizzazione di infrastrutture capaci di soddisfare necessità contingenti della popolazione della piana.

Aspetti infrastrutturali e di modello di sviluppo
La situazione economica e produttiva attuale impone uno studio attento delle conseguenze delle scelte infrastrutturali, che determinano l’assetto produttivo ed economico della piana nel medio e lungo termine, in una visione d’insieme, in relazione al resto della Regione e in particolare ai collegamenti con la costa tirrenica e con Siena. La valutazione allegata al piano ipotizza solo uno scenario di area ristretta, limitato a ipotesi di traffico su residenti e addetti nelle aree interessate, senza considerare ipotesi più ampie di connessione con le altre strutture portuali, ferroviarie e aeroportuali della Regione in termini non solo di persone ma anche di flussi di merci, non disegnando scenari più complessi sul rapporto tra rotaia, velivoli e gomma.
Dobbiamo chiederci se la definizione, da parte del Ministero, di Pisa e Firenze come siti non strategici avrebbe potuto essere differente se fosse stato presentato un piano infrastrutturale coraggioso e moderno, volto al potenziamento di Pisa ed alla contestuale realizzazione di una efficace rete di collegamento con le altre città Toscane.

Conclusioni
La realizzazione di un’opera così importante, destinata a modificare il volto e la qualità della vita in una così vasta ed importante area della Regione, dovrebbe essere una grande opportunità per il rilancio e lo sviluppo dell’intera Toscana; opportunità che, duole constatare, non crediamo possa essere colta dagli attuali scenari.
La scelta ad oggi fatta – che non va verso la realizzazione di un vero hub aereo per il territorio Toscano (capace di intercettare i futuri flussi in arrivo dai paesi emergenti) ma che punta su due aeroporti di inadeguate dimensioni – appare come la perdita di chance sicuramente strategica.

Il PD provinciale pratese è contrario all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola e pertanto propone:
1) che il PIT Toscano non preveda l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze;
2) che la regione Toscana punti sul mantenimento della dimensione attuale dell’aeroporto di Peretola, concentri il proprio sforzo infrastrutturale sul potenziamento e sui collegamenti per l’aeroporto di PISA.

Il PD provinciale pratese chiede inoltre al PD regionale di farsi carico della variante al PIT e della questione della costruzione del nuovo aeroporto di Firenze tramite gli organi maggiormente rappresentativi: direttivo regionale, direzione regionale, assemblea regionale.

Il PD provinciale pratese, anche con questo documento, sostiene la propria rappresentanza istituzionale presso Comuni, Provincia e Consiglio regionale; rappresentanza istituzionale che da due anni è impegnata a far valere ed a tutelare l’interesse strategico della collettività pratese e toscana.

Il PD provinciale pratese propone di destinare parte delle risorse disponibili per lo sviluppo infrastrutturale toscano all’estensione della Tramvia sino a Prato ed allo sviluppo del progetto per l’area “Ex Banci”; interventi che rappresentano il contributo pratese alla realizzazione fattuale dell’AREA METROPOLITANA, che si ritiene di interesse strategico regionale.

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