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SANTI E VANNI: "ASSURDO INCARICO A SGARBI CHE HA DICHIARATO DI VOLER PICCONARE IL MUSEO PECCI"

07.05.2014

“I progetti della Simposium di Vittorio Sgarbi, oggi noti solo in bozza, produrranno reddito? Produrranno cultura? Questo modo di operare è il contrario della nostra idea di gestione del patrimonio artistico come bene comune, come risorsa su cui far crescere le relazioni, la coscienza, la memoria, la curiosità, su cui far incontrare le generazioni e aprire nuovi orizzonti al mondo”. Queste le parole di Ilaria Santi e Lia Vanni, consiglieri comunali del Partito Democratico. “Quando, nel passato, Prato ha chiamato personaggi dall’esterno (Braudel, Ronconi, Secchi), le istituzioni si sono adoperate affinché una passione individuale incontrasse la sensibilità collettiva, e i frutti di un tale obiettivo sono visibili ancora oggi. Non sembra che l’obolo da 80mila euro per la Simposium di Sgarbi vada nella stessa direzione. Possiamo criticare il Pecci quanto si vuole ma è assurdo che il sindaco Cenni dia denaro pubblico per “picconare”, come ha esplicitamente dichiarato di voler fare Sgarbi, un’istituzione culturale, il Pecci appunto, di cui il sindaco stesso è presidente. E la Regione, che da sempre ha nel cuore e nel portafoglio il Pecci stesso, che cosa farà? Attenderà che Vittorio Sgarbi “picconi” il centro Pecci oppure smetterà di finanziarlo, lasciando l’intero onere al Comune di Prato?” aggiungono Santi e Vanni.

“Oltre il fumo delle dichiarazioni provocatorie, la sostanza di questa operazione è presto detta: nel momento in cui è sottratta la possibilità di vedere il bilancio del Comune e di sottoporlo al vaglio dei consiglieri comunali, il sindaco Cenni estrae dal cilindro un coniglio da 80mila euro. Sgarbi ottiene senza concorso il compenso che avrebbe avuto come direttore del Pecci, senza avere alcuna delle responsabilità che gravano sullo stesso direttore e senza dover rendere conto a nessuno delle sue iniziative. Inoltre – concludono i due consiglieri del gruppo PD – sembra che per la notte dei Musei verranno bruciati altri soldi pubblici in spettacoli pirotecnici. Non è questo, a nostro avviso, il modo di dar valore a un patrimonio che appartiene a tutti”.

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