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ROCCHI: "DAL FILM DELLA GUZZANTI ALLA RICHIESTA DI FONDI GIA' ESISTENTI: ECCO COME IL M5S BLOCCA I LAVORI IN CONSIGLIO COMUNALE"

12.11.2015

“Bisogna che al di là dei discorsi populistici i cittadini sappiano che i lavori in consiglio comunale – organo che li rappresenta tutti e in cui si prendono le decisioni per la collettività – vengono intasati con regolarità da mozioni che hanno come oggetto temi assurdi o che chiedono di provvedimenti già in essere: è attraverso pochi esempi che si possono sottolineare l’incompetenza e il pressappochismo dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Nel solo consiglio di oggi dovremo discutere tre mozioni dei colleghi pentastellati, sulla materia preferiamo lasciare il giudizio ai cittadini”Così dichiara il capogruppo del Partito Democratico Lorenzo Rocchi, nell’illustrare le tre mozioni del M5S che saranno discusse oggi in consiglio comunale.
La prima mozione – spiega – chiede che un film di Sabina Guzzanti venga proiettato negli edifici comunali: con tutto il rispetto per la professionalità di chi ha fatto questo film, ci pare una richiesta pretestuosa e fuori luogo, non certo da discussione in consiglio comunale. La seconda richiede un fondo di solidarietà per l’emergenza abitativa: se soltanto i consigliere del M5S si fossero informati negli uffici di competenza, avrebbero scoperto che tale fondo esiste già ed è su questo che gli interventi del Comune, seppur con fatica, si basano per rispondere alle numerose richieste di cittadini in difficoltà. Infine, con la terza mozione si porta come esempio quanto avviene in Sicilia per il rilascio dell’indennità: escludendo il fatto che non ci sembra un esempio particolarmente virtuoso, visti i recenti scandali, anche qui dobbiamo far notare ai consiglieri pentastellati che rifarsi alle normative di una regione a Statuto Speciale non è possibile per una Regione comune. In secondo luogo – conclude Rocchi, a nome di tutto il gruppo PD – basterebbe avere un po’ di voglia di informarsi per sapere che In Toscana il costo pro-capite per la rappresentanza politica – come illustra una ricerca dell’Istituto Demoskopika – si aggira attorno ai 15 euro annui, contro i quasi 43 della Sicilia”.

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