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PRATO TERZULTIMA IN FATTO DI SICUREZZA SECONDO "LA SAPIENZA", L'INTERVENTO DI FILIPPO DE RIENZO

30.12.2013

“Sulla questione sicurezza nessuno può permettersi di ragionare solo sulla base di preconcetti di colore politico. E’ invece fondamentale analizzare i fatti, capirne le motivazioni e proporre delle soluzioni credibili”. Queste le parole di Filippo De Rienzo, della Segreteria del PD Prato. “I fatti, messi ora in evidenza anche da uno studio dell’Università “La Sapienza”, sono il segno più tangibile del fallimento delle politiche della giunta Cenni che non lasceranno di certo una Prato più “Libera e Sicura” ma solo l’ormai diffusa rassegnazione nel vedere le periferie abbandonate a se stesse e il centro battuto da pattuglie dell’esercito che da sole non riescono a contrastare la microcriminalità. I mancati risultati derivano dallo stato di chiusura mentale che ha portato a pensare che la soluzione si trovi unicamente nei blitz nei capannoni  – prosegue De Rienzo – che senza dubbio sono giusti per contrastare le situazioni di irregolarità ma che sottraggono personale alle periferie e non solo. Se per mettere dei sigilli manca la sicurezza, ad esempio, sulle ciclabili o se per segnalare un abuso edilizio si deve distogliere lo sguardo da un giardino frequentato da donne e bambini, c’è qualcosa che non torna. Per questo come PD proponiamo innanzitutto di ripristinare i presidi distaccati di Polizia Municipale che –  pur potendo svolgere solo funzioni ausiliari – hanno sempre funzionato da deterrente per la criminalità, come descritto dal Patto per Prato Sicura firmato il 26 gennaio 2010 dai rappresentanti di Comune, Provincia, Regione e Governo. Un’altra proposta parte dalla consapevolezza che Prato da sola non ce la può fare: abbiamo carenza di  forze dell’ordine – conclude Filippo De Rienzo –  Su questa leva dobbiamo agire andando a Roma a chiedere, anzi a pretendere,  aiuto. L’immagine dell’uomo solo contro tutti è suggestiva al cinema, ma nella realtà offre inevitabilmente risultati da ultimi della classe. Anzi, da terzultimi”.

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