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Prato innovativa: dal 5G alle scuole finalmente connesse. Intervista all’assessore Benedetta Squittieri

Partiamo da una notizia piuttosto recente: Prato sperimenta per prima in Toscana il 5G, l’internet superveloce: di cosa si tratta in sintesi e come potrà essere utile a cittadini e imprese.
Benedetta Squittieri: Innanzi tutto occorre specificare perché la scelta è ricaduta su Prato, insieme ad altre quattro città. Tra queste cinque, Prato rappresenta con orgoglio il distretto industriale tipo. Basta pensare che ogni città è stata scelta per una ragione: Milano come area metropolitana, L’Aquila per i temi legati alla ricostruzione, Bari come città in evoluzione dal punto di vista dell’ICT, Matera in quanto capitale europea della Cultura per il 2019 e Prato, appunto, come distretto industriale. Nella pratica parliamo di rivoluzione 5G non solo perché internet potrà essere più veloce favorendo il lavoro delle aziende e la nascita di archivi digitali grazie alle tecnologie cloud ma anche per via della possibilità di aumentare le connessioni da mobile. In altre parole Prato diventa sinonimo di sperimentazione grazie a questa opportunità di attrarre investimenti, accelerando i processi di digitalizzazione e favorendo la nascita di nuove aziende ICT. Tutto ciò non può che essere un punto di forza per una città che ha intenzione di evolversi.
Agenda digitale: Prato a che punto è? Cosa resta ancora da fare, a suo avviso, nei prossimi due anni di mandato?
B.S.: Senz’altro un piano per la Smart City. L’anno scorso abbiamo provveduto a mappare tutti i progetti smart sia del Comune sia delle aziende che offrono servizi al cittadino. Nella pratica si parla dei servizi più disparati che vanno dall’infomobilità all’ottimizzazione dei lampioni, dall’aumento delle reti wi-fi agli impianti di videosorveglianza. Questa mappatura ha permesso di stabilire che in città sono in essere oltre 150 progetti smart e l’ambizione è quella di rendere tutto ciò normale, in modo che l’innovazione sia non un fine ma il mezzo tramite il quale si risolvono problemi quotidiani. Per questa ragione, dopo l’estate, avrà inizio un percorso partecipativo per chiedere ai cittadini cosa intendono per smart city e per comprendere a fondo quali sono le criticità che potrebbero essere risolte attraverso l’innovazione.
Attraverso l’innovazione, al giorno d’oggi, un Comune cosa può fare concretamente per rispondere ai bisogni dei cittadini?
B.S. : Il Comune può e deve intervenire sulle infrastrutture e facilitare gli investimenti sul territorio. Penso con orgoglio alla FTTH, la fibra fino a casa. Entro la fine del 2018 sarà completato il cablaggio in tutta Prato. Dopodiché nascerà un servizio di wi-fi integrato tra le reti di Comune e Provincia e quella nazionale.
Tra le sue deleghe c’è anche quella al Personale. Cosa è stato fatto e cosa invece è in programma da questo punto di vista?
B.S.: Fin dal primo giorno abbiamo lavorato alla riorganizzazione della macchina comunale. Va tenuto presente che l’ente comunale pratese necessiterebbe di circa 1200 dipendenti e si trova ad oggi sotto organico di oltre 200 unità. Per questo motivo nei prossimi mesi aggiorneremo il Piano Assunzioni per integrare una ventina di figure da distribuire nei settori che ne hanno più necessità. Penso alla Scuola, al Sociale e alla Municipale. Da non dimenticare che sono già state assunte 36 maestre nel 2016 e che ne saranno assunte altre 17 entro il 2019.
Qual è il progetto a cui ha lavorato che la rende più orgogliosa e perché?
B.S.: Sono tanti i progetti stimolanti ai quali abbiamo lavorato, ma nel cuore porto quello che è riuscito a portare la banda larga in tutte le scuole. Da inizio ricordo che in molti istituti c’erano LIM e tablet ma purtroppo nessuna possibilità di connessione. Il Comune ha stanziato 1,25 milioni di euro per rispondere a un’esigenza più che tangibile. In fin dei conti se vogliamo educare i nostri figli all’innovazione e al suo uso consapevole e sicuro, non possiamo togliere uno strumento come la Rete proprio a scuola. E’ stato bello vedere la soddisfazione con cui questa evoluzione è stata accolta sia dai ragazzi che dagli insegnanti.
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