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Inizio dell’anno scolastico alle porte: facciamo il punto con l’assessore Ciambellotti

Al momento del suo insediamento come assessore alla Pubblica Istruzione, qual è stata la priorità alla quale ha sentito di dover lavorare con maggiore urgenza?

Maria Grazia Ciambellotti: Una delle tematiche che, al momento dell’insediamento della Giunta Biffoni, è apparsa rivestire le caratteristiche di maggior urgenza è stata certamente la necessità di intervenire a consolidare il sistema scolastico integrato, in riferimento soprattutto all’organizzazione dei servizi alla prima infanzia da 0 a 6 anni. A Prato da anni funziona un sistema scolastico integrato che vede una forte collaborazione tra strutture educative pubbliche (scuole dell’infanzia statali e scuole dell’infanzia ed nidi direttamente gestiti dal Comune di Prato) e strutture educative gestite da enti o privati (scuole dell’infanzia paritarie ed nidi autorizzati e convenzionati). Non dimentichiamo che proprio grazie a questo impianto, Prato da anni è in grado di offrire alle famiglie un servizio che da anni ha consentito il superamento degli obiettivi indicati dalle strategie educative dell’Unione Europea con un’offerta che supera il 40% dei nati sul territorio.

All’inizio del nostro mandato amministrativo abbiamo trovato i servizi educativi comunali in crisi, in particolare abbiamo registrato un consistente calo di iscrizioni ai nidi per cui abbiamo dovuto procedere alla sofferta sospensione di n. 3 strutture e alla promozione di una consistente campagna di informazione e di sensibilizzazione sulle opportunità dei servizi educativi per l’infanzia della nostra città al fine di recuperare la richiesta di nuovi iscritti e potenziare l’offerta di servizio alle famiglie. Inoltre, altra emergenza in riferimento sia alla scuola dell’infanzia che ai nidi comunali, è risultata la forte presenza di personale precario: quasi il 50% di docenti assunti ogni anno con contratto a termine. Tale modalità di assunzione, oltre ad essere una pesante criticità per le evidenti difficoltà connesse al mantenimento della continuità educativa del progetto sui bambini, non poteva più essere prorogata per l’entrata in vigore di una specifica normativa che impediva ed impedisce agli Enti Locali la possibilità di ricorrere ad assunzioni a contratto a tempo determinato su posti vacanti.

Di fronte a tale imposizione legislativa, in una realtà come la nostra in presenza di un numero ridotto di docenti di ruolo, erano possibili poche alternative: ridurre il servizio (o per numero di strutture o per orario), procedere ad affidamento a soggetti esterni per metà dell’offerta oraria (come altre figure professionali per il pomeriggio) o trovare una strategia possibile al fine di indire un concorso per l’assunzione definitiva di nuovo personale educativo, con contratto a tempo indeterminato. In piena sintonia con Benedetta Squittieri, Assessore al personale e all’agenda digitale, abbiamo deciso di potenziare il sistema scegliendo di intraprendere il percorso che ha consentito di assumere, con un procedura concorsuale che ha richiamato aspiranti da varie regioni italiane, 36 docenti nel precedente anno scolastico e di prevederne, grazie alle procedure di stabilizzazione in base al decreto Madia, altri 17 nel prossimo triennio. Una così imponente immissione di nuove energie nelle nostre strutture, da porre a fianco di coloro che hanno costruito la storia della scuola comunale, consentirà di salvaguardare il modello pedagogico, le strategie e le intuizioni realizzate dal dopoguerra ad oggi nonché favorire sperimentazioni ed innovazioni per rispondere al meglio alle sfide educative odierne e future.

Tutto questo nostro impegno , come più volte abbiamo spiegato, volto a valorizzare la presenza del soggetto pubblico nel sistema integrato, è proiettato a potenziare l’intero impianto pubblico-privato in quanto intendiamo riconoscere e sostenere il ruolo di promozione del soggetto pubblico, con l’impegno del Coordinamento pedagogico nella formazione e nell’aggiornamento di tutto il personale, nella progettazione e nella sperimentazione di un progetto educativo comune, e di controllo che garantisce e rafforza l’operato di tutti i soggetti coinvolti.

Di pari passo, accanto alle scelte di intervento specifico sulle strutture comunali, è stato attivato un percorso di confronto continuo con i gestori delle strutture convenzionale per un potenziamento dei crediti di accesso; la scelta messa in campo è andata nella direzione di prevedere un aumento del numero dei crediti di accesso, e delle risorse in generale, da connettere direttamente alla richiesta di un maggior impegno delle strutture educative convenzionate in termini di accoglienza delle situazioni familiari di maggior complessità, in particolare interventi su minori in disagio sociale e soggetti colpiti da varie forme di disabilità. In base alle nuove convenzioni le famiglie possono liberamente scegliere la struttura educativa comunale o convenzionata, certe di poter usufruire degli interventi previsti dalla L104/92 come personale di sostegno, formazione e coordinamento del team etc, grazie alla possibilità di poter accedere a specifiche risorse impegnate dal Comune. Ritengo che aver individuato le condizioni favorevoli a creare l’opportunità di poter includere bambini disabili in ogni struttura educativa della città possa esser considerato un risultato di grande valore per Prato, da valorizzare a quaranta anni dall’emanazione della L.517/77, primo grande strumento legislativo per l’inserimento dei soggetti con disabilità nella scuola di tutti e per tutti.

Settembre è iniziato: qual è la fotografia, la situazione in città per l’anno scolastico che sta per cominciare?

M. G. C.: Con l’inizio del nuovo anno prosegue l’impegno del mio assessorato per il rafforzamento del sistema educativo. Grazie ad una costante e proficua collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale è stato avviato in questi due anni il percorso di statalizzazione, richiesto da sempre ma senza consistenti esiti positivi nell’ultimo decennio, con il completamento dell’affidamento allo Stato della scuola dell’infanzia di Borgonuovo a San Paolo e il riconoscimento di n. 3 sezioni della scuola dell’infanzia di Vergaio che passano alla gestione diretta dell’Istituto Comprensivo “Gandhi”. In questa fase di transizione è stata stipulata una convenzione con la direzione statale che prevede l’impegno di personale (docenti ed ausiliari) e di risorse comunali per il prossimo anno scolastico in un progetto condiviso teso a garantire continuità educativa con i docenti e in relazione al modello educativo comunale. Inoltre, i finanziamenti che saranno risparmiati sul settore della scuola dell’infanzia verranno subito impegnati nell’ampliamento dei servizi educativi 0-3 anni: da settembre sarà aperto un nuovo asilo nido “Le girandole” a San Paolo che potrà accogliere altri 25 bambini in lista di attesa e potenziato con ulteriori 10 posti il centro gioco di via Righi. In questo senso vogliamo immediatamente dare concretezza ad un maggior impegno, come dichiarato fin dall’inizio del nostro percorso, nei confronti dei servizi educativi per la prima infanzia, compito fondamentale e peculiare dell’amministrazione comunale.

Per la scuola statale si ribadisce la collaborazione dell’Ente Locale nella programmazione dell’Offerta Formativa. Gli istituti comprensivi a giugno hanno elaborato una progettazione che, in base alle tematiche del disagio e della disabilità, dell’intercultura, dell’educazione ambientale e dell’innovazione tecnologica, vuol integrare e potenziare l’intervento formativo della singola scuola. Inoltre il sistema teatrale e museale della città presenta iniziative in grado di offrire specifico arricchimento ai percorsi formativi dei docenti delle nostre scuole con una programmazione specifica che verrà consegnata ad ogni scuola.

Continua, grazie all’impegno della Regione Toscana, l’esperienza del S.I.C. “Scuola Integra Culture” che vede il Comune con la Provincia di Prato e tutti i Comuni del territorio pratese realizzare percorsi di intercultura e di apprendimento della lingua italiana per gli alunni di altre etnie presenti nelle nostre scuole con una didattica che coinvolge l’intera classe. Possiamo ben ribadire che l’esperienza di oltre dieci anni ha favorito la realizzazione di un vero e proprio modello didattico di approccio all’apprendimento della lingua italiana, il cosiddetto “Modello Prato”, particolarmente facilitante per i bambini non italofoni ma che costituisce un’opportunità per tutti i bambini. Gli esperti nella facilitazione linguistica della cooperativa “Pane e rose” e i docenti di diverse classi hanno raccontato la propria esperienza in una pubblicazione che è diventata oggetto di interesse per molte realtà scolastiche in tutto il nostro Paese. Prato più volte è stata invitata a raccontare la propria esperienza in iniziative organizzate dal MIUR e dagli Enti Locali in varie città italiane.

Asili nido: qual è stato fino a oggi e quale sarà ancora l’impegno del suo assessorato da qui e la scadenza del mandato?

M. G. C.: Sui nidi, compito specifico ed esclusivo dell’ente comunale, l’intento è quello di potenziare il servizio, offrendo tale opportunità al numero più ampio di nati sul nostro territorio con la convinzione che, come ci dimostrano anche recenti ricerche di esperti sul tema, un inserimento il più precoce possibile nelle strutture educative favorisce il successo scolastico e diventa il più forte deterrente alla dispersione scolastica.

In questa direzione va anche la recente riforma scolastica che intende promuovere un forte impegno del governo verso i servizi educativi 0-6 anni.

Sulla scuola dell’infanzia, dove l’ente locale svolge servizio educativo in supplenza dello Stato, anche se attendiamo un segnale da parte del sistema centrale con decisioni volte a promuovere processi di statalizzazione delle scuole dell’infanzia comunale in generale, ritengo non debba venir meno la scelta di mantenere nel territorio alcune strutture di scuola dell’infanzia comunale come qualificata presenza in grado di mantenere e trasmettere il patrimonio educativo sperimentato da decenni dal nostro personale comunale e di svolgere un ruolo di promozione per la sperimentazione e l’innovazione nei confronti dell’intero sistema integrato.

Edilizia scolastica: qual è la situazione a Prato?

M. G. C.: Un altro aspetto critico che abbiamo ereditato è certamente la situazione dell’edilizia scolastica. Negli anni passati, nei confronti dell’aumento costante della popolazione scolastica e alla continua crescente richiesta di spazi da parte delle scuole, l’amministrazione spesso è ricorsa alla trasformazione degli spazi esistenti (aule recuperate da laboratori, mense e biblioteche, corridoi). Oggi diventa assolutamente necessario operare individuando progetti per consistenti ampliamenti o costruzione di nuovi edifici.

Appena insediati siamo subito intervenuti, cogliendo l’opportunità del cosiddetto “Piano Renzi sulle nuove scuole”; abbiamo chiesto agli uffici di progettare in base alle criticità segnalate dalle diverse zone della città. Grazie alla qualità dei progetti abbiamo reperito ingenti risorse per raddoppiare la scuola secondaria di I grado “Don Bosco” ( 2 milioni e seicentomila euro) e costruire la nuova palestra ad essa adiacente, nonchè edificare una nuova scuola dell’infanzia a Galcetello(due milioni). Inoltre siamo riusciti ad intercettare una proficua collaborazione con Inail per la costruzione di un nuovo edificio che ci consentirà, con un mutuo particolarmente favorevole per due milioni e duecentomila euro, di accogliere scuola dell’infanzia e centro gioco in zona Ponzano su viale della Repubblica.

Nuovi progetti sono stati finanziati per l’ampliamento delle scuole primarie “Laura Poli” di Grignano,” Santa Gonda” di Mezzana, “A. Bruni” di Casale. Inoltre è ancora nel percorso di progettazione il nuovo edificio di Fontanelle, mentre in fase di completamento il progetto per “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, due strutture che accolgono in spazi comuni e ristretti classi di scuola primaria e secondaria di I grado con comprensibili problemi di convivenza. Altra situazione critica emerge a Maliseti con l’aumento delle classi della scuola primaria che riducono lo spazio alla scuola dell’infanzia. Per tale contesto la proposta su cui stiamo lavorando è l’ampliamento della scuola dell’infanzia di Maliseti in via Cefalonia. Prosegue inoltre l’intervento di consolidamento delle strutture, in particolare tutti i nidi e le scuole dell’infanzia, secondo la normativa antisismica e antincendio, nonchè una specifica programmazione per un maggior efficientamento energetico. Credo che davanti all’emergenza edilizia questa giunta abbia messo in campo tante risorse ma soprattutto abbia individuato le modalità per valorizzare le competenze del personale degli uffici stimolando una progettualità che è stata capace di attrarre anche risorse da altre fonti possibili, prioritariamente le risorse governative.

Qual è il progetto più ambizioso, quello che tra i tanti la ha appassionata più di tutti?

M. G. C.: Il progetto più ambizioso su cui la giunta ha espresso una forte condivisione ponendo risorse finanziarie ed umane fin dal primo momento è stato, a mio parere, l’impegno proposto e portato avanti in particolare dall’assessora Benedetta Squittieri per cablare tutti gli edifici scolastici, a partire dalle scuole secondarie di I grado con una connessione a banda larga di 100 megabyte. Per la realizzazione dell’intero disegno, che ha visto la partecipazione attiva dei dirigenti nell’analisi delle strumentazioni presenti e nella presentazione delle aspettative specifiche di ciascuna scuola, sono state impegnate risorse per più di un milione di euro.

Ritengo che questo intervento, su cui il mio assessorato ha dato piena collaborazione, sia stato in grado di rispondere alle esigenze più impellenti degli istituti comprensivi pratesi, nell’ottica di sostenere gli operatori scolastici nel potenziare la qualità dell’insegnamento all’interno delle scuole del nostro territorio.

In particolare la scuola in questi anni, coinvolta in un processo di innovazione e di sperimentazione alla ricerca di nuovi modelli di apprendimento, riconosce alle nuove tecnologie un ruolo fondamentale nell’essere portatrici di speciali opportunità per una didattica più coinvolgente, più vicina al linguaggio delle nuove generazioni, più capace di rispondere alle singole diversità in termini di stile, di modalità e di tempi di apprendimento.

In questa fase di realizzazione di un progetto così ambizioso, fondamentale è stata la relazione di collaborazione costruita con le scuole.

Alla luce dell’esperienza avviata in un clima di proficua interazione, tutti i dirigenti scolastici del territorio hanno partecipato ai PON individuando con il CED del Comune ulteriori spazi di progettualità a completamento e potenziamento dell’impiantistica realizzata. L’impegno di tutti è stato ripagato con grande soddisfazione: tutti i progetti presentati hanno ricevuto il riconoscimento della validità della proposta e l’assegnazione di risorse adeguate.

Dico perciò che questo è stato, a mio parere, il progetto più ambizioso per il carattere di complessità che all’inizio presentava, sia dal punto di vista tecnico per la necessità di capire la reale situazione dei vari edifici scolastici in termini di strutture tecnologiche, sia dal punto di vista relazionale per la necessità di un continuo confronto e di una forte collaborazione con i dirigenti e i referenti delle singole strutture scolastiche. Inoltre tale percorso è stato fonte di reale soddisfazione anche perché frutto di una reale e profonda intesa con i diversi assessorati coinvolti, in special modo l’assessorato all’agenda digitale dell’assessora Squittieri.

Poco meno di due anni di mandato ancora: quali gli impegni da portare a termine.

M. G. C.: Come assessorato alla istruzione pubblica credo che, fra gli interventi da sostenere con la ricerca di maggiori risorse possibili, uno dei più significativi sia il supporto alle scuole per una progettualità attenta alla cura di ogni alunno, al suo “star bene” a scuola. Per ciascun alunno infatti l’approccio scolastico dovrebbe essere un’esperienza dai connotati positivi, caratterizzato dalla curiosità verso la conoscenza, dalla costruzione di una forte socialità, al benessere dato dalla condivisione collegiale della scoperta del sapere. In questo senso il Comune ha il compito specifico, a mio parere, di sostenere la scuola nel rimuovere tutti gli ostacoli e le barriere, fisiche, affettive, emotive, sociali, culturali che in qualche modo impediscono un felice approccio all’apprendimento.

Il progetto “I care” intende stimolare e sostenere una progettualità intenta a rispondere alle esigenze di tutti e di ciascuno con una peculiare attenzione ai soggetti interessati a disagi e fragilità. Ogni anno abbiamo registrato l’interesse da parte di tutti gli istituti della città e un crescente impegno a costruire una progettualità sempre più variegata ad individuare mirati interventi che, con l’ausilio di esperti nelle discipline psicologiche, sociologiche, etc, fossero in grado di costruire le migliori opportunità per sostenere docenti e famiglie nelle situazioni di maggior criticità.

La valutazione degli interventi messi in campo ha evidenziato una positiva risposta da parte dei docenti e delle famiglie per cui l’impegno sarà incrementato da specifici interventi anche di formazione del personale scolastico, sempre più sensibile alle dinamiche relazionali che tanto influiscono nel processo di apprendimento di ciascun alunno.

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