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I volti della Federazione degli Studenti: da #BringBackOurGirls alla wi-fi in tutte le scuole. Ne parla Marta Logli

Iniziamo con il presentare la Federazione degli Studenti: com’è composta e com’è organizzata? Di cosa si occupa?

Marta Logli: La Federazione degli Studenti è un’associazione che si occupa di migliorare la possibilità che lo Stato offre ai ragazzi di divenire individui consapevoli: la scuola. Si occupa della scuola che gli studenti vogliono e di come vorrebbero che diventasse; ha il compito di fare proposta, quella proposta sviluppata grazie a un percorso politico che parte da coloro che vivono la scuola tutti i giorni tra le mura delle aule fino all’elaborazione di una risposta che interpreti le singole necessità e trovi delle soluzioni dialogando con le rappresentanze studentesche e le istituzioni. I percorsi di proposta sono sempre accompagnati da una fase approfondita di conoscenza della materia: siamo soliti studiare un determinato argomento, che si tratti di nuove leggi o piccole iniziative a livello locale, portando la nostra idea che si è sviluppata grazie ai suggerimenti e alle critiche dei membri della Federazione, di tutti coloro che lavorano per il grande mondo scolastico superiore e collaborando con le studentesse e gli studenti delle scuole superiori senza distinzioni di sesso, genere, religione, orientamento sessuale e etnia. L’ FdS ha l’ambizione di migliorare il luogo in cui i ragazzi si formano per diventare la futura classe dirigente e per poter conseguire la propria realizzazione come individui, ma non solo. Essa ha lo scopo di far innamorare i ragazzi di ciò che fanno e studiano, perché sappiamo quale sia la valenza di un percorso di studi accompagnato da una formazione per la persona, credendo nella società della conoscenza che simboleggi l’emancipazione per i giovani. Esiste poi lo scopo più ambizioso: quello di rendere i ragazzi i cittadini di oggi e di domani, tramite lo sviluppo di una coscienza critica, del senso del dovere e della capacità e consapevolezza di vivere in una comunità. La Federazione è dunque il luogo che accoglie la voce del singolo e la rielabora tramite un percorso per renderla così la voce di un coro e per rendere ciò che gli studenti sognano una possibilità. L’organizzazione e i ruoli all’interno della Federazione cambiano a seconda delle esigenze dell’associazione, ma i punti di riferimento e le guide che ci accompagnano in questo percorso sono il Portavoce, dal 2013 sino ad oggi Maria Rita Paratore, e i membri della Segreteria, dunque coloro che si occupano della parte organizzativa e dei tavoli tematici insieme a tutti gli altri membri e a tutti coloro che si mostrano interessati. Ciò che ci caratterizza però è la capacità che abbiamo di fare gruppo ed essere un gruppo: ognuno di noi crede nelle capacità dell’altro, e il potersi confrontare arricchendo una propria tesi iniziale è il motivo per cui la Federazione rappresenta una risorsa non solo per la scuola e la città, ma anche per il singolo individuo.

 

Secondo la tua esperienza, cosa spinge un giovanissimo ad impegnarsi in un’organizzazione come la Federazione degli Studenti?

M.L.: La Scuola è l’ambiente nel quale lo studente si forma e arricchisce, sia dal punto di vista conoscitivo che da quello umano. Apprende, riflette, comprende, interagisce, comunica. Essa costituisce per lo studente lo spazio in cui impara e cresce, e l’ambito in cui inizia a porsi delle domande. Tuttavia crediamo che, da quando questo è dietro il banco al momento in cui ragiona sull’interpretazione di un’opera umanistica, insito nel concetto di Studio vi sia anche quello di farsi delle domande, e di cercare una risposta tramite la propria coscienza critica. Proprio con un ragionamento in merito a questioni più ampie, con la capacità di apprendere attivamente e non passivamente, di farsi incessantemente domande, questa coscienza critica si sviluppa; e quando a queste domande si cercano risposte finalizzate non al benessere del singolo studente, ma di una comunità più ampia, come la classe, o la propria scuola, si diviene un po’ più cittadini. Questo è ciò che avviene nella Federazione degli Studenti: ogni studente si mette al servizio del gruppo e della propria comunità, cercando di ascoltare gli altri studenti e di trovare soluzioni più ampie. E’ un esercizio di cittadinanza e di responsabilità. Cambiare la scuola è il sogno di ogni ragazzo, poiché è il luogo in cui trascorre e ha trascorso buona parte della sua infanzia sino a diventare un adolescente terminando poi con la maturità, e per questa ragione tutti coloro che sono cresciuti nella scuola hanno una propria opinione a riguardo. I membri della Federazione non hanno competenze e meriti in più rispetto agli altri ragazzi che vivono la scuola, ma ciò che li distingue è la voglia di impegnarsi andando oltre il loro bene individuale. Il mio incontro con la politica è infatti nato così, rendendomi conto che la mia idea di scuola e la mia volontà coincideva con la stessa di un gruppo più grande; è dunque la capacità di accostare il proprio bene a quello di una comunità ciò che caratterizza la Federazione degli Studenti, l’essere diversi ma consapevoli di far parte di un qualcosa di più grande che comporta la realizzazione di percorsi rappresentativi.

 

Qual è il contributo di un’organizzazione come la Fds all’interno della scuola e fuori?

M.L.: L’obiettivo della Federazione degli Studenti è il rendersi conto delle esigenze degli studenti confrontandosi con loro, tramite il dialogo con gli allievi e l’elaborazione propositiva accompagnata dai rappresentanti d’Istituto, che costituiscono le figure di riferimento per i ragazzi. Essendo dunque il poter migliorare la Scuola a livello locale divenendo rappresentativi delle volontà, idee, progetti e intenzioni degli studenti e conoscendo la società in cui la realtà è radicata il nostro obiettivo, ciò che la Federazione offre è la possibilità concreta di cambiare il nostro mondo formativo tramite il dialogo e tutti i mezzi democratici che abbiamo a disposizione. È un’opportunità che trova un’applicazione reale: scuole più inclusive, tecnologiche, aperte durante tutto l’arco della giornata e aperte al mondo che le circonda, scuole all’avanguardia per i metodi d’insegnamento, scuole all’interno delle quali i ragazzi stiano bene e siano volenterosi di poter imparare. La Scuola che vogliamo non si limita a essere il luogo all’interno del quale una persona cresce, ma riproduce lo specchio della società, il punto da cui partire per renderla più aperta e all’avanguardia: rendere la scuola un polo culturale che contiene le peculiarità del territorio e ha la possibilità di offrire tutte le conoscenze racchiuse nella sua struttura al mondo esterno rappresenta il connubio tra un miglioramento della società che segue le dinamiche che i giovani cittadini stabiliscono e una scuola che si evolve a seconda del mondo che la circonda.

 

I progetti realizzati di cui andate più orgogliosi e quelli che verranno.

M.L.: Nata con l’aspirazione di divenire un contenitore d’idee che lo studio e la formazione tramutano in proposta, perseguendo questa logica, la Federazione degli Studenti ha ottenuto svariati risultati importanti, partendo sempre da una fase di ascolto degli studenti. Le ripetizioni gratuite per consentire a tutti i ragazzi di rimanere al passo con le esigenze dei docenti e le proprie; l’insegnamento della lingua cinese nei licei linguistici in una realtà come Prato dove il fenomeno immigrazione è caratterizzato dalla comunità cinese e la nostra città ha la possibilità di divenire una realtà all’avanguardia capace di stare al passo con i tempi, rappresentativa del nostro territorio; una campagna di sensibilizzazione per “#BringBackOurGirls”; la rete WiFi libera nelle scuole; il Viaggio della Memoria in collaborazione con la Consulta e l’Associazione Nazionale Ex-Deportati, per mantenere vivo, con i nuovi mezzi comunicativi, il messaggio della memoria; l’abbattimento delle barriere economiche tramite una proposta supportata dalla Provincia e dai fondi regionali sul caro libri, sono solo alcuni dei molti progetti portati avanti. La realtà c’impone di guardarci come un cantiere aperto a nuove idee e progetti, tentando di sviluppare percorsi utili allo studente. Adesso stiamo approfondendo il tema dell’alternanza scuola-lavoro, tentando di sviluppare un’esperienza lavorativa che non si limiti a far approcciare lo studente al mondo del lavoro; crediamo che questa debba essere strutturata a seconda dell’esigenze dello studente che si combinano con quelle del territorio in cui vive e cresce, trasformandola così in alternanza scuola-società. Inoltre, parallelamente, stiamo approfondendo il tema della mobilità sociale, e dunque dell’integrazione e della disabilità, tematiche fondamentali per una cittá come Prato che racchiude in un’unica realtà 122 etnie ed è all’avanguardia per il mondo associativo e sociale. Non ci limitiamo dunque a uno studio tecnico della città, ci piace collocarla al centro della società, perno del mondo che cambia: diventa perciò impossibile non approfondire i temi d’attualità all’interno di un luogo che deve essere al passo con i tempi e deve poter contenere anche il sapere dei nostri giorni.

 

Che rapporto c’è tra Federazione degli Studenti e Pd Prato?

M.L.: La Federazione degli Studenti promuove iniziative e attività politiche per una Scuola fondata sui principi di uguaglianza e laicità, all’interno della quale l’accesso sia garantito dallo Stato, anche per coloro che sono privi di mezzi. La realtà politica che più rappresenta i valori democratici, antifascisti e inclusivi nei quali la Federazione si riconosce è il Partito Democratico, il quale supporta molte delle nostre proposte, nonostante il rapporto sia stretto ma ugualmente critico. Ma soprattutto riconosciamo fondamentale il rapporto che si è sviluppato con i Giovani Democratici, i quali costituiscono per noi studenti un canale per poter far fiorire le nostre proposte e la possibilità di un confronto, condividendo i nostri ideali, metodi e portando avanti due percorsi distinti ma paralleli. Inoltre l’Amministrazione Comunale e Provinciale di Prato ci ha sempre supportati nelle fasi propositive dialogando con noi apertamente, e credendo fondamentale il rapporto con le istituzioni per la realizzazione concreta di progetti, collaboriamo ormai da molto e il dialogo risulta spontaneo.

 

 

 

 

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