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FORMAZIONE, DISCUSSIONE, PROPOSTE: IL MODELLO DEI GD PRATO RACCONTATO DAL VICESEGRETARIO STEFANO NENCIARINI

Attività che sono frutto di un confronto costante e di un’organizzazione che non lascia niente al caso: si può sintetizzare così il modello scelto dai Giovani Democratici di Prato. Ce lo racconta meglio Stefano Nenciarini, vicesegretario dei Gd.

 

Negli ultimi mesi il lavoro dei Gd a Prato si è intensificato: da dove siete partiti? Con quali energie e con quale assetto organizzativo?

Stefano Nenciarini: Facciamo un piccolo salto indietro agli ultimi mesi del 2015, durante il periodo che ci ha portato a eleggere l’attuale segretario, Marco Biagioni. Il gruppo che oggi gestisce la giovanile si è formato insieme in quel periodo, e ha dimostrato le sue capacità attraverso l’organizzazione della prima edizione di Logos: un ciclo di quattro iniziative in cui la cittadinanza era invitata a conoscere la complessa situazione medio orientale, affrontata da vari punti di vista, da chi aveva le capacità per farlo. Ho citato questo esempio perché lo ritengo emblematico di come oggi sviluppiamo la nostra attività politica: in poche parole, adottiamo un approccio scientifico. Noi GD Prato siamo divisi in tavoli tematici, cinque attualmente: integrazione, urbanistica, lavoro, scuola, politica internazionale. Tutti sono accomunati dal metodo di lavoro, diviso in tre passaggi chiave: formazione, discussione, proposte. Infatti, nessun percorso può prescindere dalla formazione, momento in cui impariamo da coloro che sono gli esperti del settore, che siano professori universitari o amministratori. Solo grazie a questa conoscenza siamo in grado di sviluppare una discussione non superficiale, che ci permette di giungere a quello che è il nostro obiettivo: passare dalle parole ai fatti. Porto due esempi, per capire meglio: il nostro tavolo urbanistica si trova al terzo step, dato che ha già attraversato i primi due, conclusi con l’approvazione di un documento sulla nostra visione di Prato da parte della direzione provinciale del PD. Per quanto riguarda il tavolo integrazione, invece, siamo al secondo step: il 21 febbraio presenteremo un documento che contiene le nostre idee sul tema, scritto e firmato insieme a più di 40 associazioni. Inoltre alcuni tavoli, come quello sulla politica internazionale, trovano la loro finalizzazione nell’offrire alla cittadinanza iniziative formative di spessore: ecco che torno a oggi, dopo quasi un anno di attività dal congresso, in cui proponiamo la seconda edizione di Logos, a marzo. Parleremo di Europa, perché mai come oggi ne sentiamo un forte bisogno.

Next Prato: raccontaci da cosa nasce e dove si propone di arrivare.

S.N.: Next Prato è uno dei primi progetti nati con l’attuale segreteria: è la nostra piattaforma online, creata per invitare la cittadinanza a partecipare al dibattito pubblico. Ha subito e sta subendo una metamorfosi costante, figlia del nostro processo di crescita, sia politico che personale. L’idea iniziale era quella di creare una sorta di diario pubblico della giovanile, con un calendario aggiornato e un resoconto quotidiano delle nostre attività. Ma ci siamo presto resi conto che uno strumento del genere, se usato con intelligenza, poteva ambire a qualcosa di più: ecco che è diventato un raccoglitore di analisi e proposte, guidate dalla passione per la politica, grazie a contributi sia interni che esterni alla giovanile. Non ci siamo fermati: proprio in questi giorni, abbiamo preso la decisione di aprire una sezione nella quale ci uniremo alle fila di chi combatte ogni giorno il fenomeno delle notizie false, le cosiddette bufale, strumento di ampio utilizzo da parte delle forze populiste, che negli ultimi anni hanno goduto di sempre maggiore consenso. L’idea è quella di offrire il nostro contributo ai temi dell’attualità, citando in ogni articolo le fonti da cui prendiamo i dati a supporto della nostra tesi, in modo tale da creare uno spazio di informazione sicura per i lettori, al riparo da chi ha l’obiettivo di inquinare la coscienza critica dei cittadini.

Parlando appunto di associazioni, nella scorsa intervista il vostro Segretario ha ripetuto più volte la necessità che il PD si rapporti e faccia sintesi tra le varie organizzazioni cittadine. State sperimentando nuovi modelli di partecipazione?

S.N.: Prima parlavo di metamorfosi, di cambiamento: un concetto che calza a pennello anche in questo caso. Non possiamo nascondercelo, la società attuale non è più quella caratterizzata dai grandi partiti di massa: oggi si sono sviluppate nuove forme di partecipazione e di rappresentanza, ed è giusto che i partiti si adattino al cambiamento. Secondo noi uno dei ruoli cardini del PD pratese dev’essere proprio quello di promotore del dialogo tra l’amministrazione e gli interessi particolari delle tante associazioni, facendosene portavoce e trovando una giusta sintesi. Noi GD percepiamo quotidianamente la necessità del dialogo: non è un caso se il nostro legame con la Federazione degli Studenti è indissolubile, e non è un caso se, come citato prima, abbiamo coinvolto decine di associazioni nel percorso del tavolo integrazione, con lo scopo di creare una rete di realtà che si occupino del tema in maniera coordinata. Oggi si presenta una nuova sfida, che accettiamo con piacere: la discussione sulla forma partito. Crediamo che un partito a vocazione maggioritaria, come il nostro, non possa prescindere dal contatto con i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano: per questo come GD stiamo sperimentando già da qualche mese un nuovo format di assemblea provinciale, a stampo tematico, coinvolgendo ogni volta le associazioni interessate al tema. Vorrei inoltre lanciare un’altra idea che stiamo maturando in questi giorni di discussione sul partito: la creazione di un’assemblea delle associazioni, che diventi lo strumento attraverso il quale il partito possa aprire un vero canale di partecipazione e confronto. Tenteremo una sperimentazione nella giovanile, perché il nostro ruolo è anche questo.

Come si integra il lavoro che svolgono i Gd con quello del Partito Democratico?

S.N.: L’organizzazione dei Giovani Democratici può e deve rappresentare la marcia in più del Partito Democratico. Da quando sono iscritto, poche convinzioni sono rimaste immutate nella mia testa, ma una di queste è proprio il ruolo della giovanile: noi siamo sia scuola che motore del partito. Rappresentiamo il futuro della classe politica, il futuro della classe dirigente, e questo basta a capire la necessità di una formazione seria, condivisa e centrale negli obiettivi del PD. Ma non siamo solo una palestra politica, termine che apprezzo molto: la nostra ambizione è anche quella di essere il motore, la propulsione, il soggetto critico che alza l’asticella di un partito che guarda al futuro, senza mai dimenticarsi degli ultimi. Sognando e concretizzando, per saltare l’ostacolo. Se siete arrivati fino alla fine di questa intervista, credo che abbiate già capito l’importanza di avere una giovanile, e vi invito a leggere le prossime per appassionarvi ai temi che affrontiamo, e a seguire il nostro percorso con la stessa passione che abbiamo per la politica.

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