Chi lo fa il distretto? 10 dicembre 2025

Alla vigilia del tavolo istituzionale dedicato alla vertenza Alba Srl, il Partito Democratico di Prato apre uno spazio di confronto pubblico per affrontare con serietà e responsabilità le questioni che attraversano il nostro distretto tessile.
Mercoledì 10 dicembre, alle ore 21:00, ci ritroveremo al Circolo PD Soccorso (Via Padova 51, Prato) per discutere insieme delle forze che oggi agiscono nel distretto e che ne determineranno gli equilibri e gli orizzonti futuri.

Un distretto che deve ripartire dai diritti

Immaginiamo – e dobbiamo pretendere – un distretto in cui lavoro regolare, sicurezza, trasparenza negli appalti e rispetto dei diritti non rappresentino una “buona pratica”, ma il livello minimo, la base da cui costruire sviluppo, innovazione e competitività.
Un distretto che riconosce la centralità della persona, la qualità del lavoro e la legalità come pilastri indispensabili per una crescita sostenibile.

Il ruolo della politica e il valore della rappresentanza

Al centro del nostro incontro ci sarà anche una riflessione sul ruolo della politica:

  • tenere insieme tutte le parti coinvolte,
  • rafforzare la sindacalizzazione,
  • promuovere ricerca e innovazione,
  • favorire la partecipazione delle comunità con background migratorio, che rappresentano una componente fondamentale del distretto,
  • e soprattutto creare le condizioni affinché nessuna persona sia costretta a vivere nel ricatto.

La politica ha il compito di costruire ponti, non di alzare muri; di garantire diritti, non di tollerare zone d’ombra; di combattere lo sfruttamento con strumenti concreti, non con slogan.

Oltre la denuncia: servono modelli nuovi e coraggiosi

Non basta più limitarsi a denunciare la gravità dei fatti che continuano a susseguirsi nelle ditte del territorio: dalle violenze ai picchetti davanti ai cancelli, fino alle intimidazioni nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici più fragili.
Serve un modello strutturale che:

  • sradichi lo sfruttamento,
  • responsabilizzi committenti e subfornitori,
  • rifiuti ogni forma di “scudo penale”,
  • e rafforzi controlli, trasparenza e tracciabilità lungo l’intera filiera.

Perché un distretto moderno non si costruisce sul ricatto, ma sulla dignità, sulla partecipazione, sulla trasparenza, sulla responsabilità condivisa.

È su questi principi che vogliamo confrontarci, con la convinzione che Prato possa essere un laboratorio nazionale di innovazione sociale, economica e produttiva.

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