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AURORA CASTELLANI: “IL RAPPORTO 2015 SULLA SCUOLA PRATESE CONFERMA L’EFFICACIA DELL’IMPEGNO PER IL DROP IN”

PRATO, 15.04.2015 – Il rapporto 2015 sulla scuola pratese fotografa una città in crescita sia nei numeri di chi si iscrive e frequenta la scuola, in particolar modo le superiori, i cui studenti sono ormai più di diecimila, per una popolazione scolastica totale di oltre 37 mila unità, ma anche nei risultati che alcuni progetti stanno dando, primo fra tutti “La scuola integra culture”, ormai buona pratica conosciuta a livello nazionale. Scende infatti al 17,8% (rispetto al 18,1% dello scorso anno) il dato sulla dispersione scolastica, ancora lontano dall’obiettivo dal 16% di Europa 2020, ma che ci fa capire che il lavoro che la scuola pratese tutta insieme ha messo in campo va nella giusta direzione ed è questo il momento per investire in un progetto organico e dedicato, che consolidi e acceleri questa positiva tendenza. Soprattutto intervenendo nel passaggio fra istruzione secondaria di primo e secondo grado, dove si registrano i numeri più preoccupanti di abbandono del percorso scolastico.

Prato mantiene poi il primato di popolazione scolastica straniera in Italia, circa il 24% sul totale, il che ci fa essere anche la provincia più giovane della Toscana: il 72% degli alunni stranieri che frequentano le scuole della Provincia di Prato sono infatti nati in Italia, dato che decreta il definitivo superamento numerico degli studenti di seconda generazione sulla prima e fotografa bene il territorio e i suoi nuovi cittadini.

Interessante ed efficace infine il lavoro sui “drop-out”, interventi per permetter a chi ha lasciato la scuola di assolvere comunque all’obbligo formativo, che registra la grande soddisfazione degli intervistati in termini di recupero della motivazione e di attività, in una fase in cui il fenomeno NEET, di chi non studia né lavora, riguarda un’ampia fetta della popolazione tra 19-25 anni.

Temi che approfondiremo stasera, ore 21.15 al circolo PD di Coiano nell’iniziativa “Drop In. La scuola non è solo un obbligo”.

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